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Rai Storia

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Cosa c’è stasera su Rai Storia? (dalle 21:15)

Stasera su Rai Storia, a partire dalle 21:15: 22:10 — 5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità; 23:15 — Italia: viaggio nella bellezza; 00:15 — RaiNews; 00:20 — Il giorno e la storia; 00:40 — Passato e Presente. La storia e soprattutto i segreti di uno dei tesori trai più famosi della storia, quello del faraone Tutankhamon. - Giorgio Zanchini con l'egittologa Profess…

Cosa c’è domani sera su Rai Storia? (dalle 21:15)

Domani sera su Rai Storia, a partire dalle 21:15: 23:10 — La Grande Storia; 23:55 — Eventi; 00:10 — RaiNews; 00:15 — Il giorno e la storia; 00:40 — Passato e Presente. Il 3 settembre 1982 la mafia uccideva a Palermo il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nell'agguato di via Isidoro Carini perdevano la vita anche la moglie,…

Quando va in onda «Italiani con Paolo Mieli» su Rai Storia? (06:45 · 4 Settembre)

Gullo, punto di riferimento del movimento antifascista calabrese durante il Ventennio, più volte arrestato per la sua attività, fondatore di giornali vicini al proletariato e al mondo contadino, importante membro del PCdI. Contribuisce all'elaborazione della "Svolta di Salerno…

00:40
Il giorno e la storia
3 settembre 2026 · 2019
Persone, eventi e ricorrenze del 3 settembre 2026.
01:00
Passato e Presente
Mastro Titta, il boia del Papa Re · Italia · 2025
Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Davide Frasnelli.
01:40
5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità
Cleopatra. L'ultima regina · Scienza & Natura · Italia · 2023
Una delle protagoniste più famose della storia antica e non solo: Cleopatra, l'ultima regina d'Egitto. Amante di Giulio Cesare e di Marco Antonio, intelligente, affascinante, eroina di drammi di Shakespeare e di film di Hollywood. A lei è dedicata la puntata che Giorgio Zanchini introduce con ospite in studio Paola Buzi professoressa di Egittologia a La Sapienza di Roma. Una delle protagoniste più famose della storia antica e non solo: Cleopatra, l'ultima regina d'Egitto. Amante di Giulio Cesare e di Marco Antonio, intelligente, affascinante, eroina di drammi di Shakespeare e di film di Hollywood. A lei è dedicata la puntata che Giorgio Zanchini introduce con ospite in studio Paola Buzi professoressa di Egittologia a La Sapienza di Roma.
02:40
Domenica con
Capitale di Philippe Daverio "Il mito di Garibaldi · 2019
Il mito del generale Giuseppe Garibaldi, attraverso le storie dei personaggi che hanno favorito la creazione del mito internazionale e pop dell'eroe dei due mondi.
03:10
Tre città in guerra
S1972 · Torino, la coscienza operaia · 2019
Gli scioperi del 1943 a Torino contro la fame, la guerra e il fascismo che accesero il "risveglio operaio.
04:05
Tv7 La fine del Biafra
2019
La guerra di indipendenza dello stato africano dalla Nigeria, uno degli eventi bellici più drammatici di quegli anni.. - (1968) Di Goffredo Parise.
04:20
L'Italia dei dialetti
S1E5 · Detti d'amore · Approfondimento · Italia · 1969
Se in precedenza i giovani provenivano dalla stessa terra, i fenomeni migratori nazionali hanno fatto nascere l'esigenza di parlare d'amore in italiano. Fra la Sicilia, la Sardegna, il Veneto, la Calabria, i canti e le parole che raccontano storie d'amore locali. Se in precedenza i giovani provenivano dalla stessa terra, i fenomeni migratori nazionali hanno fatto nascere l'esigenza di parlare d'amore in italiano. Fra la Sicilia, la Sardegna, il Veneto, la Calabria, i canti e le parole che raccontano storie d'amore locali. Virgilio Sabel.
04:45
Roma, A.D. 1960
E9 · La vigilia · 2019
Una serie in dieci appuntamenti che ricostruisce il sogno delle Olimpiadi di Roma 1960: tutti i filmati originali estratti delle Teche Rai, dedicati a questo evento sportivo che segnò un'epoca.
05:40
Il giorno e la storia
3 settembre 2026 · 2019
Persone, eventi e ricorrenze del 3 settembre 2026.
06:00
Passato e Presente
Mastro Titta, il boia del Papa Re · Italia · 2025
Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Davide Frasnelli.
06:40
Un'epoca nuova
E10 · I nuovi consumi e costumi degli italiani · Italia · 2025
Gli italiani degli anni '50 hanno vissuto qualcosa di straordinario, un cambiamento che ha pochi precedenti nella storia delle nazioni. Nel giro di un decennio sono passati dalle fatiche dei campi alle luci della città, dalle macerie della ricostruzione alle gite al mare. In pochi anni la loro ricchezza è aumentata più che in tutto il secolo precedente. È cambiato il loro lavoro, da paese agricolo l'Italia è diventato un paese industriale. Sono cambiate le loro case, si sono riempite di nuovi utensili, li chiamano elettrodomestici, frigoriferi, lavatrici, televisori, che hanno cambiato la vita degli uomini e delle donne italiane. Sono cambiate le strade italiane, si sono riempite di nuovi veicoli, a due e a quattro ruote, Vespe, Lambrette, utilitarie. Sono cambiati i vestiti degli italiani, soprattutto quelli dei giovani, che con i jeans e i giubbotti di pelle si vestono diversamente dai genitori. Anche la musica che ascoltano è diversa da quella degli adulti, dall'America è arrivato il rock and roll, e con lui sono arrivati i jukebox, il 45 giri e i flipper. In poche parole, per dirla all'americana, nel corso degli anni '50 gli italiani hanno cambiato il loro "way of life", lo stile di vita. Gli italiani degli anni '50 hanno vissuto qualcosa di straordinario, un cambiamento che ha pochi precedenti nella storia delle nazioni. Nel giro di un decennio sono passati dalle fatiche dei campi alle luci della città, dalle macerie della ricostruzione alle gite al mare. In pochi anni la loro ricchezza è aumentata più che in tutto il secolo precedente. È cambiato il loro lavoro, da paese agricolo l'Italia è diventato un paese industriale. Sono cambiate le loro case, si sono riempite di nuovi utensili, li chiamano elettrodomestici, frigoriferi, lavatrici, televisori, che hanno cambiato la vita degli uomini e delle donne italiane. Sono cambiate le strade italiane, si sono riempite di nuovi veicoli, a due e a quattro ruote, Vespe, Lambrette, utilitarie. Sono cambiati i vestiti degli italiani, soprattutto quelli dei giovani, che con i jeans e i giubbotti di pelle si vestono diversamente dai genitori. Anche la musica che ascoltano è diversa da quella degli adulti, dall'America è arrivato il rock and roll, e con lui sono arrivati i jukebox, il 45 giri e i flipper. In poche parole, per dirla all'americana, nel corso degli anni '50 gli italiani hanno cambiato il loro "way of life Leonardo Sicurello.
07:30
Che magnifica impresa
S2024 · Mare Nostrum · Approfondimento · Italia · 2024
In questa puntata raccontiamo la storia della navigazione italiana moderna, dai cantieri storici dell'800 fino al Rex, il transatlantico italiano realizzato dall'Ansaldo nel 1931 e vincitore del Nastro Azzurro; e ancora, dalle splendide turbonavi del dopoguerra alle attuali realizzazioni nell'ambito dello yachting e delle navi da Crociera. Senza dimenticare l'Amerigo Vespucci (1931), la più bella nave scuola di tutti i tempi, orgoglio della Marina militare italiana e della nostra cantieristica. Un racconto di mare, di navi, di cantieri, di sfide impossibili, di lavoratori, di maestri d'ascia e di navigatori. La storia dell'Italia che va per mare narrata da Mario Sechi insieme a Marco Tronchetti Provera, Luca Lo Basso, Katia Balducci, Pierroberto Folgiero e in collegamento dall'Oceano Indiano il capitano di fregata e comandante in seconda dell'Amerigo Vespucci Tommaso Faraldo. In questa puntata raccontiamo la storia della navigazione italiana moderna, dai cantieri storici dell'800 fino al Rex, il transatlantico italiano realizzato dall'Ansaldo nel 1931 e vincitore del Nastro Azzurro; e ancora, dalle splendide turbonavi del dopoguerra alle attuali realizzazioni nell'ambito dello yachting e delle navi da Crociera. Senza dimenticare l'Amerigo Vespucci (1931), la più bella nave scuola di tutti i tempi, orgoglio della Marina militare italiana e della nostra cantieristica. Un racconto di mare, di navi, di cantieri, di sfide impossibili, di lavoratori, di maestri d'ascia e di navigatori. La storia dell'Italia che va per mare narrata da Mario Sechi insieme a Marco Tronchetti Provera, Luca Lo Basso, Katia Balducci, Pierroberto Folgiero e in collegamento dall'Oceano Indiano il capitano di fregata e comandante in seconda dell'Amerigo Vespucci Tommaso Faraldo.
08:20
Jack lo squartatore
2019
Londra, la storia del leggendario crimiinale Jack Lo Squartatore e le indagini che si fecero sulla sua vera identità.
08:30
Il giorno e la storia
3 settembre 2026 · 2019
Persone, eventi e ricorrenze del 3 settembre 2026.
08:50
Passato e Presente
Mastro Titta, il boia del Papa Re · Italia · 2025
Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Davide Frasnelli.
09:30
Il Regno d'Oro, i Normanni in Sicilia
Storia & Arte · Austria · 2023
Provenienti dalle fredde terre del nord Europa, i Normanni crearono in Sicilia un regno fiorente che non aveva eguali nel Medioevo. Sotto il loro regno, l'isola entrò in un'età dell'oro. Normanni ed italiani, greci e arabi, lombardi ed ebrei crearono una cultura cosmopolita, in un'atmosfera di tolleranza razziale e religiosa. Provenienti dalle fredde terre del nord Europa, i Normanni crearono in Sicilia un regno fiorente che non aveva eguali nel Medioevo. Sotto il loro regno, l'isola entrò in un'età dell'oro. Normanni ed italiani, greci e arabi, lombardi ed ebrei crearono una cultura cosmopolita, in un'atmosfera di tolleranza razziale e religiosa. Klaus T. Steindl.
11:00
L'Italia della Repubblica
S2015E14 · Gli anni del riflusso · 2019
Nella fase più drammatica della sfida delle BR allo Stato, culminata con il sequestro di Aldo Moro, nel Paese emergono segnali di distacco dalle battaglie ideologiche e politiche. Al cinema, in tv, in libreria, gli italiani riscoprono il valore dei sentimenti e l'importanza del privato.
11:55
Il giorno e la storia
3 settembre 2026 · 2019
Persone, eventi e ricorrenze del 3 settembre 2026.
12:15
Italiani con Paolo Mieli
Fausto Gullo · Italia · 2022
Gullo, punto di riferimento del movimento antifascista calabrese durante il Ventennio, più volte arrestato per la sua attività, fondatore di giornali vicini al proletariato e al mondo contadino, importante membro del PCdI. Contribuisce all'elaborazione della "Svolta di Salerno", che consente a Togliatti di dare vita al primo Governo di unità nazionale con la partecipazione delle formazioni politiche attive nel Comitato di Liberazione Nazionale. Gullo è nominato ministro dell'Agricoltura del primo governo dell'Italia liberata, affronta la "Questione meridionale" con sei importanti decreti legge che portano il suo nome. Gullo, punto di riferimento del movimento antifascista calabrese durante il Ventennio, più volte arrestato per la sua attività, fondatore di giornali vicini al proletariato e al mondo contadino, importante membro del PCdI. Contribuisce all'elaborazione della "Svolta di Salerno.
13:10
Roma, A.D. 1960
E10 · I giochi · 2019
Una serie in dieci appuntamenti che ricostruisce il sogno delle Olimpiadi di Roma 1960: tutti i filmati originali estratti delle Teche Rai, dedicati a questo evento sportivo che segnò un'epoca.
14:10
Il giorno e la storia
3 settembre 2026 · 2019
Persone, eventi e ricorrenze del 3 settembre 2026.
14:30
Passato e Presente
Mastro Titta, il boia del Papa Re · Italia · 2025
Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Carla Oppo ci conduce attraverso la Roma papalina dell'Ottocento. Quella in cui alla gente accadeva di vedere un uomo attraversare il Tevere avvolto in un mantello rosso. Si racconta che la sua presenza significasse che qualcuno, in città, stava per morire. È un uomo dall'apparenza comune, un ombrellaio. Ma, cosa c'entra con la morte? E, chi è? Quell'uomo è Giovanni Battista Bugatti, per tutti Mastro Titta, ed è il boia del Papa. Mastro Titta fu il volto più cupo della giustizia pontificia. Colui che, per quasi 70 anni, al servizio di sei papi, eseguì 514 condanne a morte. Attivo dal 1796 al 1864, divenne una figura quasi leggendaria, attorno cui prese forma una realtà in cui la giustizia era spettacolo pubblico, rito collettivo e strumento di potere. Nelle piazze, davanti alla folla la pena diventava rappresentazione dell'autorità, mentre, tra occupazioni, restaurazioni e spinte rivoluzionarie, lo Stato pontificio attraversava le sue ultime trasformazioni. Più che un semplice carnefice, Mastro Titta, è rimasto il simbolo feroce del potere punitivo dello Stato della Chiesa nell'Italia preunitaria. In studio con Paolo Mieli il professor Alberto Melloni. Davide Frasnelli.
15:10
Brutto, sporco e col naso adunco. Cinematografia italiana antisemita (1910-1943)
Storia & Arte · Italia · 2025
Ufficialmente nessuna enciclopedia o storia del cinema italiano riporta l'esistenza di film, documentari, cortometraggi animati e cinegiornali dell'Istituto Luce di contenuto antisemita. "L'arma più forte" non fu quindi usata dal regime fascista contro gli ebrei a differenza di quanto fece la propaganda nazista di Goebbels? In realtà, una cinematografia antisemita ufficiosa e mai ufficiale ci fu e dopo 80 anni è ora possibile definire quali siano state queste opere tra film di finzione, documentari e cinegiornali sulla base della ricerca compiuta dall'autore e ricercatore Luca Martera. Con l'aiuto della narratrice Carla Oppo, ripercorreremo personaggi, battute e situazioni presenti in questi materiali audiovisivi, partendo dal cinema muto italiano in cui già erano presenti "in nuce" luoghi, pregiudizi e stereotipi sugli ebrei che riflettevano il tradizionale antigiudaismo di matrice cattolica e l'antisemitismo politico di destra e sinistra nell'Italia liberale. Con l'introduzione del sonoro nel cinema all'inizio degli anni '30, Mussolini ne capisce l'importanza ai fini della propaganda e tramite il genero Galeazzo Ciano e il gerarca Luigi Freddi ne indirizza le finalità nei cinegiornali e nei film, realizzati prima, durante e dopo le leggi razziali del 1938 fino alla caduta del fascismo da un rilevante numero di affermati intellettuali fedeli al regime, tra giornalisti, scrittori, registi e documentaristi. A raccontare chi furono questi autori e quali furono queste loro opere di contenuto antisemita saranno, oltre allo stesso autore della ricerca, lo storico Amedeo Osti Guerrazzi, il conservatore e la responsabile del patrimonio filmico della Cineteca Nazionale di Roma, rispettivamente Steve Della Casa e Maria Assunta Pimpinelli. Ufficialmente nessuna enciclopedia o storia del cinema italiano riporta l'esistenza di film, documentari, cortometraggi animati e cinegiornali dell'Istituto Luce di contenuto antisemita. "L'arma più forte" non fu quindi usata dal regime fascista contro gli ebrei a differenza di quanto fece la propaganda nazista di Goebbels? In realtà, una cinematografia antisemita ufficiosa e mai ufficiale ci fu e dopo 80 anni è ora possibile definire quali siano state queste opere tra film di finzione, documentari e cinegiornali sulla base della ricerca compiuta dall'autore e ricercatore Luca Martera. Con l'aiuto della narratrice Carla Oppo, ripercorreremo personaggi, battute e situazioni presenti in questi materiali audiovisivi, partendo dal cinema muto italiano in cui già erano presenti "in nuce" luoghi, pregiudizi e stereotipi sugli ebrei che riflettevano il tradizionale antigiudaismo di matrice cattolica e l'antisemitismo politico di destra e sinistra nell'Italia liberale. Con l'introduzione del sonoro nel cinema all'inizio degli anni '30, Mussolini ne capisce l'importanza ai fini della propaganda e tramite il genero Galeazzo Ciano e il gerarca Luigi Freddi ne indirizza le finalità nei cinegiornali e nei film, realizzati prima, durante e dopo le leggi razziali del 1938 fino alla caduta del fascismo da un rilevante numero di affermati intellettuali fedeli al regime, tra giornalisti, scrittori, registi e documentaristi. A raccontare chi furono questi autori e quali furono queste loro opere di contenuto antisemita saranno, oltre allo stesso autore della ricerca, lo storico Amedeo Osti Guerrazzi, il conservatore e la responsabile del patrimonio filmico della Cineteca Nazionale di Roma, rispettivamente Steve Della Casa e Maria Assunta Pimpinelli. Agostino Pozzi.
16:00
La Grande Storia
Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa · 2019
Il 3 settembre 1982 la mafia uccideva a Palermo il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Nell'agguato di via Isidoro Carini perdevano la vita anche la moglie, Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. La puntata ripercorre la storia di Dalla Chiesa, figlio di un generale dell'Arma dei Carabinieri e carabiniere lui stesso fin dagli anni della II guerra mondiale quando, sulle orme del padre, sceglie di arruolarsi. Nel 1949 è in Sicilia, volontario nel Comando Forze Repressione del Banditismo, impegnato nella caccia al bandito Salvatore Giuliano: resterà nell'isola fino al 1952 per poi tornarvi nel 1966, con il grado di colonnello, al comando della Legione di Palermo, in un momento cruciale della lotta alla mafia. Nel 1973 Carlo Alberto Dalla Chiesa è promosso Generale di Brigata e assume il Comando della Regione Nord-Ovest, in un contesto caratterizzato dalle prime azioni delle Brigate Rosse. Nel dicembre 1981 giunge la nomina a Vice-Comandante Generale dei Carabinieri, l'incarico più alto che allora si potesse raggiungere nell'Arma. Poi, nella primavera del 1982, la nomina a Prefetto di Palermo, mentre la città è sconvolta dalla violenza mafiosa e da uno scontro che non risparmia gli uomini dello Stato. Per Dalla Chiesa è il terzo ritorno in Sicilia, ma gli sarà fatale: l'agguato omicida organizzato dai vertici di Cosa Nostra non gli concede scampo. I suoi funerali si svolgono in un clima di grande tensione, segnato dalla dure parole pronunciate durante l'omelia dall'Arcivescovo di Palermo, il Cardinale Salvatore Pappalardo. Dieci giorni dopo il Parlamento approva la legge Rognoni-La Torre che introduce per la prima volta nel codice penale il reato di associazione mafiosa e la confisca dei beni. La puntata è introdotta e commentata da Paolo Mieli.
16:45
R.A.M
La lista di Schindler. L'aereo nel lago · 2019
Ricerca Archivio Memoria è il nuovo magazine di Rai Storia dedicato alla ricerca storica.
17:00
Uomini del mare
S1972E1 · Ron e il pescecane · 2019
Bruno Vailati racconta 5 storie. Una serie a colori del 1972 su 5 uomini, uniti dallo stesso elemento: il mare. Il filmato descrive le specie di animali marini che vivono sui fondali dei mari australiani soffermandosi sulle caratteristiche di gigantesche tartarughe marine, pesce pietra, serpenti velenosi e squali bianchi. Una spedizione in mare mirata allo studio del comportamento di uno squalo bianco, le difficoltà incontrate soprattutto durante la notte e il gesto di un documentarista che, durante la missione, ha salvato uno squalo bianco al quale si era intorcigliato un cavo di acciaio.
17:55
La macchina di Santa Rosa - Semo tutti de'n sentimento
2019
Il racconto della straordinaria festa di Santa Rosa, patrona della città di Viterbo. 100 uomini si immolano per lei trasportando la sua statua in cima ad una macchina imponente, per le vie della città. La macchina di Santa Rosa nel 2013 è stata riconosciuta patrimonio immateriale dell'umanità. Il 3 settembre giorno della festa, per i viterbesi è l'inizio dell'anno. In questo giorno la comunità rinnova la sua unità sotto lo sguardo innocente e determinato della Santa.
18:25
Quando scappavamo col cappotto sul pigiama
2019
Attraverso un laboratorio teatrale il recupero della memoria diventa un racconto dei testimoni dei bombardamenti del 1943 subiti dai cagliaritani.
19:30
RaiNews
2019
19:35
Cronache di terra e di mare
S2023E3 · Longobardi. Il tesoro dei barbari · Italia · 2023
Da Brescia e da Campello sul Clitunno ripercorriamo la storia dei Longobardi in Italia e la loro, spesso misconosciuta, fondamentale importanza per la storia del nostro Paese. Da Brescia e da Campello sul Clitunno ripercorriamo la storia dei Longobardi in Italia e la loro, spesso misconosciuta, fondamentale importanza per la storia del nostro Paese. Agostino Pozzi.
20:05
Italia: viaggio nella bellezza
E6 · Caravaggio maturo · Italia · 2026
Le cupe atmosfere del Caravaggio, in fuga dopo l'assassinio di un suo avversario, tra cui l'autoritratto in veste del vinto Golia, fanno da sfondo alle opere più apprezzate dai visitatori. Le cupe atmosfere del Caravaggio, in fuga dopo l'assassinio di un suo avversario, tra cui l'autoritratto in veste del vinto Golia, fanno da sfondo alle opere più apprezzate dai visitatori.
20:10
Il giorno e la storia
3 settembre 2026 · 2019
Persone, eventi e ricorrenze del 3 settembre 2026.
20:35
Passato e Presente
Come si diventa Winston Churchill · Italia · 2023
"Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore". Con queste parole, il 13 maggio 1940 Winston Churchill chiede la fiducia per il suo governo alla Camera dei Comuni di Londra. Tre giorni prima, il re Giorgio VI gli ha infatti conferito l'incarico di Primo ministro. Churchill, che ha già 65 anni, può offrire al popolo britannico anche le conoscenze e la preparazione che ha maturato nel corso della sua esistenza. Ha vissuto, infatti, una straordinaria varietà di esperienze: è stato militare, giornalista, scrittore e uomo politico; ha girato mezzo mondo, combattuto in guerra e ricoperto importanti cariche in diversi governi. È anche grazie a tutto questo che avrà le capacità di guidare il Regno Unito alla vittoria della seconda guerra mondiale. In studio, con Paolo Mieli, la prof.ssa Valentina Villa. "Non ho nulla da offrire se non sangue, fatica, lacrime e sudore". Con queste parole, il 13 maggio 1940 Winston Churchill chiede la fiducia per il suo governo alla Camera dei Comuni di Londra. Tre giorni prima, il re Giorgio VI gli ha infatti conferito l'incarico di Primo ministro. Churchill, che ha già 65 anni, può offrire al popolo britannico anche le conoscenze e la preparazione che ha maturato nel corso della sua esistenza. Ha vissuto, infatti, una straordinaria varietà di esperienze: è stato militare, giornalista, scrittore e uomo politico; ha girato mezzo mondo, combattuto in guerra e ricoperto importanti cariche in diversi governi. È anche grazie a tutto questo che avrà le capacità di guidare il Regno Unito alla vittoria della seconda guerra mondiale. In studio, con Paolo Mieli, la prof.ssa Valentina Villa. Davide Frasnelli Winston Churchill.
21:10
a.C.d.C
Marchfeld, 1278. La battaglia per l'Europa · 2019
Il confronto sul campo tra il nuovo imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo d'Asburgo e il re di Boemia Ottocaro II, plasma la storia dell'Europa e ella dinastia degli Asburgo.
22:10
5000 anni e più. La lunga storia dell'umanità
Tutankhamon, il segreto del tesoro · 2019
La storia e soprattutto i segreti di uno dei tesori trai più famosi della storia, quello del faraone Tutankhamon. - Giorgio Zanchini con l'egittologa Professoressa Paola Buzi, introduce ad un appassionante viaggio nel mistero. - con conduce Giorgio Zanchini Un programma di Cristoforo Gorno e Alessandra Bisegna. Regia di Agostino Pozzi. Produttore esecutivo Roberta Pulino 2024 ITA.
23:15
Italia: viaggio nella bellezza
S2025E10 · Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025 · Italia · 2026
La citazione che apre l'Atto Costitutivo dell'UNESCO (1945), riflette la sua missione: costruire la pace attraverso l'educazione e la cultura. A 80 anni dalla sua nascita, l'Organizzazione si trova a fronteggiare un conteso mondiale segnato da profondi sconvolgimenti: conflitti, crisi del multilateralismo e del concetto di cooperazione internazionale, messa in discussione del ruolo stesso delle Nazioni Unite. Eppure, l'UNESCO riafferma la sua ragion d'essere e ritrova fiducia in sé stessa, proprio continuando a operare in tutti quei luoghi del pianeta che negli ultimi anni sono stati segnati dal terrorismo e dalle guerre: dai Balcani all'Afghanistan. Dal Mali all'Iraq. Dalla Siria all'Ucraina. Ricostruire il patrimonio e investire sull'educazione significa restituire ai popoli dignità, pace, identità e soprattutto, memoria. La citazione che apre l'Atto Costitutivo dell'UNESCO (1945), riflette la sua missione: costruire la pace attraverso l'educazione e la cultura. A 80 anni dalla sua nascita, l'Organizzazione si trova a fronteggiare un conteso mondiale segnato da profondi sconvolgimenti: conflitti, crisi del multilateralismo e del concetto di cooperazione internazionale, messa in discussione del ruolo stesso delle Nazioni Unite. Eppure, l'UNESCO riafferma la sua ragion d'essere e ritrova fiducia in sé stessa, proprio continuando a operare in tutti quei luoghi del pianeta che negli ultimi anni sono stati segnati dal terrorismo e dalle guerre: dai Balcani all'Afghanistan. Dal Mali all'Iraq. Dalla Siria all'Ucraina. Ricostruire il patrimonio e investire sull'educazione significa restituire ai popoli dignità, pace, identità e soprattutto, memoria.