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Rai Storia

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Cosa c’è stasera su Rai Storia? (dalle 21:15)

Stasera su Rai Storia, a partire dalle 21:15: 22:15 — Brutto, sporco e col naso adunco. Cinematografia italiana antisemita (1910-1943); 23:05 — Un'epoca nuova; 00:05 — Jack lo squartatore; 00:10 — RaiNews; 00:15 — Il giorno e la storia. Ufficialmente nessuna enciclopedia o storia del cinema italiano riporta l'esistenza di film, documentari, cortometraggi animati e cinegiornali dell'Istituto …

Cosa c’è domani sera su Rai Storia? (dalle 21:15)

Domani sera su Rai Storia, a partire dalle 21:15: 22:05 — Che magnifica impresa; 22:55 — L'Italia della Repubblica; 23:50 — R.A.M; 00:15 — RaiNews; 00:20 — Il giorno e la storia. In questa puntata raccontiamo la storia della navigazione italiana moderna, dai cantieri storici dell'800 fino al Rex, il transatlantico italiano realizzato …

Quando va in onda «Fuori orario. Cose (mai) viste» su Rai Storia? (02:40 · 2 Settembre)

Albert Speer è stato un abile architetto ma è stato anche l'architetto personale di Adolf Hitler. Nelo Risi lo intervista per la rubrica "A carte scoperte" partendo dal valore civile e umano che per lui devono sempre andare a braccetto con l'estetica.

21:10
Italia: viaggio nella bellezza
S2025E10 · Nella mente degli uomini. UNESCO 1945-2025 · Italia · 2026
La citazione che apre l'Atto Costitutivo dell'UNESCO (1945), riflette la sua missione: costruire la pace attraverso l'educazione e la cultura. A 80 anni dalla sua nascita, l'Organizzazione si trova a fronteggiare un conteso mondiale segnato da profondi sconvolgimenti: conflitti, crisi del multilateralismo e del concetto di cooperazione internazionale, messa in discussione del ruolo stesso delle Nazioni Unite. Eppure, l'UNESCO riafferma la sua ragion d'essere e ritrova fiducia in sé stessa, proprio continuando a operare in tutti quei luoghi del pianeta che negli ultimi anni sono stati segnati dal terrorismo e dalle guerre: dai Balcani all'Afghanistan. Dal Mali all'Iraq. Dalla Siria all'Ucraina. Ricostruire il patrimonio e investire sull'educazione significa restituire ai popoli dignità, pace, identità e soprattutto, memoria. La citazione che apre l'Atto Costitutivo dell'UNESCO (1945), riflette la sua missione: costruire la pace attraverso l'educazione e la cultura. A 80 anni dalla sua nascita, l'Organizzazione si trova a fronteggiare un conteso mondiale segnato da profondi sconvolgimenti: conflitti, crisi del multilateralismo e del concetto di cooperazione internazionale, messa in discussione del ruolo stesso delle Nazioni Unite. Eppure, l'UNESCO riafferma la sua ragion d'essere e ritrova fiducia in sé stessa, proprio continuando a operare in tutti quei luoghi del pianeta che negli ultimi anni sono stati segnati dal terrorismo e dalle guerre: dai Balcani all'Afghanistan. Dal Mali all'Iraq. Dalla Siria all'Ucraina. Ricostruire il patrimonio e investire sull'educazione significa restituire ai popoli dignità, pace, identità e soprattutto, memoria.
22:15
Brutto, sporco e col naso adunco. Cinematografia italiana antisemita (1910-1943)
Storia & Arte · Italia · 2025
Ufficialmente nessuna enciclopedia o storia del cinema italiano riporta l'esistenza di film, documentari, cortometraggi animati e cinegiornali dell'Istituto Luce di contenuto antisemita. "L'arma più forte" non fu quindi usata dal regime fascista contro gli ebrei a differenza di quanto fece la propaganda nazista di Goebbels? In realtà, una cinematografia antisemita ufficiosa e mai ufficiale ci fu e dopo 80 anni è ora possibile definire quali siano state queste opere tra film di finzione, documentari e cinegiornali sulla base della ricerca compiuta dall'autore e ricercatore Luca Martera. Con l'aiuto della narratrice Carla Oppo, ripercorreremo personaggi, battute e situazioni presenti in questi materiali audiovisivi, partendo dal cinema muto italiano in cui già erano presenti "in nuce" luoghi, pregiudizi e stereotipi sugli ebrei che riflettevano il tradizionale antigiudaismo di matrice cattolica e l'antisemitismo politico di destra e sinistra nell'Italia liberale. Con l'introduzione del sonoro nel cinema all'inizio degli anni '30, Mussolini ne capisce l'importanza ai fini della propaganda e tramite il genero Galeazzo Ciano e il gerarca Luigi Freddi ne indirizza le finalità nei cinegiornali e nei film, realizzati prima, durante e dopo le leggi razziali del 1938 fino alla caduta del fascismo da un rilevante numero di affermati intellettuali fedeli al regime, tra giornalisti, scrittori, registi e documentaristi. A raccontare chi furono questi autori e quali furono queste loro opere di contenuto antisemita saranno, oltre allo stesso autore della ricerca, lo storico Amedeo Osti Guerrazzi, il conservatore e la responsabile del patrimonio filmico della Cineteca Nazionale di Roma, rispettivamente Steve Della Casa e Maria Assunta Pimpinelli. Ufficialmente nessuna enciclopedia o storia del cinema italiano riporta l'esistenza di film, documentari, cortometraggi animati e cinegiornali dell'Istituto Luce di contenuto antisemita. "L'arma più forte" non fu quindi usata dal regime fascista contro gli ebrei a differenza di quanto fece la propaganda nazista di Goebbels? In realtà, una cinematografia antisemita ufficiosa e mai ufficiale ci fu e dopo 80 anni è ora possibile definire quali siano state queste opere tra film di finzione, documentari e cinegiornali sulla base della ricerca compiuta dall'autore e ricercatore Luca Martera. Con l'aiuto della narratrice Carla Oppo, ripercorreremo personaggi, battute e situazioni presenti in questi materiali audiovisivi, partendo dal cinema muto italiano in cui già erano presenti "in nuce" luoghi, pregiudizi e stereotipi sugli ebrei che riflettevano il tradizionale antigiudaismo di matrice cattolica e l'antisemitismo politico di destra e sinistra nell'Italia liberale. Con l'introduzione del sonoro nel cinema all'inizio degli anni '30, Mussolini ne capisce l'importanza ai fini della propaganda e tramite il genero Galeazzo Ciano e il gerarca Luigi Freddi ne indirizza le finalità nei cinegiornali e nei film, realizzati prima, durante e dopo le leggi razziali del 1938 fino alla caduta del fascismo da un rilevante numero di affermati intellettuali fedeli al regime, tra giornalisti, scrittori, registi e documentaristi. A raccontare chi furono questi autori e quali furono queste loro opere di contenuto antisemita saranno, oltre allo stesso autore della ricerca, lo storico Amedeo Osti Guerrazzi, il conservatore e la responsabile del patrimonio filmico della Cineteca Nazionale di Roma, rispettivamente Steve Della Casa e Maria Assunta Pimpinelli. Agostino Pozzi.
23:05
Un'epoca nuova
E9 · Cultura. Il popolare e l'intellettuale · Italia · 2025
Alla fine della Seconda guerra mondiale, dopo un ventennio di censure e repressione del regime fascista, il paese conosce una ritrovata energia per costruire una nuova società democratica, in cui la cultura accompagna il cammino dell'Italia verso un paese più moderno e consapevole delle sue potenzialità creative. Lo fa attraverso il giornalismo, l'editoria, il cinema, il teatro, le arte figurative, ma anche attraverso una cultura più popolare rappresentata dai fotoromanzi, i fumetti, nuove forme di architettura e di design. Il programma ci restituisce così, un grande affresco comunicativo che ha educato, divertito, commosso e informato l'Italia degli anni '50. Alla fine della Seconda guerra mondiale, dopo un ventennio di censure e repressione del regime fascista, il paese conosce una ritrovata energia per costruire una nuova società democratica, in cui la cultura accompagna il cammino dell'Italia verso un paese più moderno e consapevole delle sue potenzialità creative. Lo fa attraverso il giornalismo, l'editoria, il cinema, il teatro, le arte figurative, ma anche attraverso una cultura più popolare rappresentata dai fotoromanzi, i fumetti, nuove forme di architettura e di design. Il programma ci restituisce così, un grande affresco comunicativo che ha educato, divertito, commosso e informato l'Italia degli anni '50. Leonardo Sicurello.